IL VILLAGGIO CAGNOLA

Sottotitolo introduttivo a come si è svolta quest'avventura e viaggio


"Oggi voglio andare a fare un saluto al “Vittorioso”, una scultura che si trova poco a monte della frazione Rasa di Varese, a pochi chilometri dall’omonimo capoluogo di provincia.


L’ho scoperto quasi per caso in uno dei miei allenamenti e sono rimasto sorpreso quando mi sono trovato d’improvviso di fronte a questa maestosa e anche un po’ malinconica opera scultorea."



Geolocalizzazione


La Rasa, come viene familiarmente chiamata, è adagiata lungo il corso del fiume Olona, che qui trae origine da una delle sue sorgenti principali, ed è stretta tra le vette del Monte Legnone e Monte Pizzelle ad ovest (facenti entrambi parte del Massiccio del Campo dei Fiori) e dal Monte Chiusarella a sud-est, ubicazione strategica per compiere allenamenti “variegati” e divertenti.


Come arrivare


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Un po' di storia d'altri tempi


“Be original, show off your style, and tell your story.”


La storia del “Vittorioso” è strettamente legata a quella del “Villaggio Cagnola”, in riferimento a colui che si occupò di tutti i lavori di realizzazione, l'ingegnere Albino Cagnola, che prima bonificò la zona paludosa e poi edificò la villa padronale e il parco adiacente.


Dopo la prematura scomparsa del nipote Sandro, avvenuta nel 1938, tutto il complesso venne donato dal padre Amedeo, allora proprietario, al Comune di Milano, allo scopo di diventare un luogo di riposo per mutilati di guerra. Nel ... venne adibita a villaggio per l’educazione dei ragazzi, e nel 1964 fu completamente abbandonata. Solo pochi anni fa l’ente proprietario Parco Campo dei Fiori realizzò un’opera di sostanziale recupero del sito.



Un po' di natura


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Punto di partenza è dunque la villa in stile Liberty, costruita nei primi anni del ‘900, in questa

nuova forma d’arte, che deriva dalla corrente francese Art Nouveau, in Italia ribattezzata appunto

Liberty o Arte Floreale, che traendo ispirazione dalla natura si articola in un susseguirsi di motivi floreali e zoomorfici che si diffusero in architettura e in tutte le arti applicate.


Il percorso


Lasciata la Villa alle spalle si imbocca (imbocco) la strada bianca che con dolce pendenza risale le pendici del Monte Legnone. Il sentiero è intersecato da scalette di pietra intagliate che ne accorciano il tragitto.

Improvvisamente ci ritroviamo (mi ritrovo) di fronte a quello che erroneamente avevo battezzato “Il Pensatore”...Nulla di più sbagliato, perchè la scultura bronzea, opera di Ernesto Bazzaro, dedicata al figlio morto in guerra, rappresenta un guerriero in stile neoclassico, che seduto nella sua scenografica nicchia granitica con l’enorme scudo scudo greco appoggiato ai piedi, guarda con fare contemplativo e malinconico verso la valle.


Lasciato “Victor”, si sale fino ad arrivare ad un pianoro con la casermetta di ricovero e con tutta la

valle che si staglia di fronte a me. Proseguo la salita attraverso uno stretto sentierino a volte inglobato dalla folta vegetazione e arrivo al culmine della salita sul Monte Legnone.


Superata la vetta il sentiero prosegue in discesa all’interno del sottobosco fino ad arrivare al bivio di passo Varrò: qui la segnaletica ci offre la possibilità di decidere di salire al Monte Pizzelle, o ritornare subito alla Rasa, oppure di scendere verso Brinzio. Quest’ultima è la soluzione che ho scelto.


Arrivati a Brinzio, si costeggia l’anonimo laghetto e tramite una piacevole strada sterrata si rientra all’abitato della Rasa.




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